Poesie di Luigi Tansillo

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Si vende in Livorno presso G.T. Masi, 1782 - Italian poetry - 362 pages
 

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Page 20 - Ch'io cadrò morto a terra ben m'accorgo; Ma qual vita pareggia il morir mio? La voce del mio cor per l'aria sento: Ove mi porti temerario? china, Che raro è senza duol, troppo ardimento.
Page 20 - Né del figliuol di Dedalo il fin rio Fa che giù pieghi, anzi via più risorgo : Ch'io cadrò morto a terra, ben m'accorgo; Ma qual vita pareggia al morir mio?
Page 25 - O d'Invidia, e d'Amor figlia si ria, Che le gioie del padre volgi in pene ; Cauto Argo al male, e cieca talpa al bene, Ministra di tormento, Gelosia...
Page 303 - ... rampolli inutil prole, che fan la madre lor venir men bella; e con le care figlie, e se '1 ciel vòle, spero coi figli, a tavola m'assida, la state ai luoghi freschi, il verno al sole; e di mia man fra lor parta e divida l'uve e le poma; e s'io mi desti o cerche, con loro io mi trastulli e scherzi e rida?
Page 103 - Seguimi pur nel mondo, e ne l' inferno, Che sano, e sciolto andronne in vita, e 'a morte: Cotanto é duro, e forte Lo scudo, e quella man, che spezzò '1 nodo. Chiuse son del pensier le antiche porte, Un muro d' ira, e di disdegno eterno Cinge il mio petto interno, Onde temer non posso in alcun modo.
Page 92 - L'insegne felicissime accompagna ; Ed il tedesco a viver poco accorto, Che, qual legno che i venti sprezza in porto, Non curando de...
Page 177 - Chi può tutte narrar le feste ei giochi Che la sera nel lido fan costoro? Non in uno né in duo, ma in cento lochi Vedrem le torme, udrem le grida loro. Quante volte di verno accendon fochi E tutta notte intorno vi fan coro ! Un dorme, un soffia, un move a riso, un canta, Chi si duol, chi s'allegra e chi si vanta. Chi ragiona di sarte e chi di reti, Chi di fila, chi d...
Page 22 - Cara, soave, ed onorata piaga del più bel dardo, che mai scelse Amore, alto, leggiadro, e prezioso ardore, che gir fai l'alma di sempre arder vaga, qual virtù d'erbe, o forza d'arte maga, vi torrà mai dal centro del mio core, se chi vi porge ognor fresco vigore, quanto più mi tormenta, più m'appaga? Dolce mio duol, novo nel mondo, o raro, quando io del peso tuo girò mai scarco, se '1 rimedio m'è noia, e '1 mal diletto?
Page 284 - E benché esaminar degli altrui fatti Impaccio sia , che rado utile apporti , S'uom di servigio, o matrimon non tratti; Nessun potria pensar quel che gì...
Page 283 - Nuove terre cercando e nuovi lidi. Nel principio del mondo fur concessi Agli animai da Dio quei privilegi, E quei doni che chiesero egli stessi. Come nuovi vassalli a nuovi regi, Gran popolo di loro ivi convenne, Quali ai comodi intenti, e quali ai fregi. . Tra gli altri la testuggine vi venne, E chiese il poter sempre, o vada o seggia, Trar seco la sua casa; e '1 dono ottenne. Domandala da Dio, perché gli chieggia Mercé, che a lei più grave ognor si faccia; Non é, diss'ella, che il mio mal non...

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