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ferma speranza che questo mio dono non vi sia per efser discaro.

profonda stima e rispetto

Sono con

Di VS. Beer

na

Firenze a di si

a di 15 Giugno 1845.

Dev. serruilore

Vernon

PIETRO DI DANTE

E DEL

SUO COMMENTO.

Poche

sono le notizie che abbiamo intorno alla vita del nostro Pietro. Sappiamo dal Filelfo che cum Florentiae coepisset navare operam juri civili, deinde Senae, Bononiae demum studium explevisset, essetque jureconsultus effectus , doctoratusque donatus insignibus, assidue, dum pater vixit, eum secutus est pientissime. Post patris obitum ... dimissa Ravenna, Veronam accessit, et cum assiduitate consultandi , tum felicitate patriae memoriae, multorum adjumentis ditissimus factus est, incoluitque Veronam (1). Anche Leonardo

(1) Vit. Dant. Aligh.

Aretino dice che studio in legge e divenne valente, e per propria virtù, e per favore della memoria del padre, si fece grand'uomo, e guadagnò assai, e fermò suo stato a Verona con assai buone facoltà (1). Col titolo di Giudice di Verona ch'era un grado molto distinto, si vede enunziato in un Atto del maggior Consiglio di quella città, dell'anno 1337, in cui si legge: praesentibus sapientibus viris Dominis Petro de Aligeriis Judice Communis ec. (2). Nel 1361 era Vicario del Collegio dei Giudici e del Podestà Niccolò Giustiniani (3). Morì in Treviso nel 1364, secondo il Litta (4). Il Maffei dice nel 1361, e cita un Necrologio, cioè libro demorti, che si conservava presso le Monache di S. Michele in Campagna, ov'era notato al detto anno: obitus Domini Petri Dantis de Aligeris , patris sororum Aligeriae, Gemmae, et Luciae (5). Un magnifico mausoleo gli fu eretto nel Chiostro degli Eremitani di S. Margherita (6) di Treviso, ma fu distrutto, e rimane l'iscrizione,

(1) Vita di Dante.
(2) Maffei Scritt. Veron. Lib. II.
(3) Giulio del Pozzo Elog. Colleg. Veronen.
(4) Famiglie celebri italiane.
(5) Loc. cit.

(6) Così il Litta. Il Mazzucchelli ed altri dicono nel Chiostro di S. Caterina.

che esiste nella Libreria Capitolare, ed è la seguente:

Clauditur hic Petrus tumulatus corpore tetrus,
Ast anima clara coelesti fulget in ara:
Nam pius et justus juvenis fuit, atque venustus,
Ac in jure quoque simul inde peritus utroque.
Extitit expertus multum, scriptisque refertus,
Ut librum patris caveis aperiret in atris,
Cum genitus Dantis fuerit super astra volantis
Carmine materno decurso prorsus Averno,
Menteque purgatas animo revelante beatas,
Quo sane dive gaudet Florentia cive.

Da Jacopa , sua moglie, che mori nel 1358, ebbe Pietro cinque femmine, cioè Aligeria (1), Gemma, Lucia, le quali si resero monache nel Convento di S. Michele in Campagna , Elisabetta ed Antonia: e tre maschi, secondo il Litta (2), cioè Bernardo, Dante II, e Jacopo. Il Pelli (3) ne aggiunge un altro, nominato Pietro 11. È probabile che a Jacopo appartengano alcune rime, che altri attribuisce a suo zio Jacopo, ed altresì un componi

(1) II Pelli, Memorie per la vita di Dante , la chiama Alighiera. (2) Loc. cit. (3) Loc. cit.

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