Poesie pastorali e rusticali, raccolte ed illustrate con note ...

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Giulio Ferrario
Societą tipografica de' classici italiani, 1808 - 428 pages
 

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Page 362 - Cumunche i' non ti veggo, i' vo 'n fracasso ; E ch' e' si trovi al mondo un che del bene Ti voglia piłe, non č mai ver, non ene. E pur tu mi dileggi, e non mi guati Se non con gli occhi biechi, e '1 viso arcigno. Poffar l'Antea I non te gli ho gią cavati, Che tu meco t...
Page 239 - La spessa de' rampolli inutil prole, Che fan la madre lor venir men bella: E con le care figlie, e se 'l Ciel vuole, Spero co...
Page 137 - Alquanto d' onda infuse, ed a la fiamma Sovra a punto locollo, ove tre piedi Di ferro sostenean di ferro un cerchio : Gittovvi poi, quando l'umor gli parve Tepido, tanto sai, quanto a condirlo Fosse bastante; e per non stare indarno, Mentre l'onda...
Page 139 - Quei che da cure ambiziose avare Tormentato mai sempre, un'ora, un punto Di tranquillo non prova , e non sa quanto Di gran lunga trapassi ogni tesoro La cara povertą giusta innocente . Abbiansi le cittadi , abbiansi pure L'arti onde nascon gli agi e 'l viver molle, Ch...
Page 257 - Diana, quando apparisce alla capanna mia: pił chiara se' che acqua di fontana, e se' pił dolce che la malvagia; quando ti sguardo da sera o mattina. pił bianca se
Page 262 - Nencia bella, pur che mei caccia nel buco del cuore: io mi so mettere e trar la gonnella, e di porci son buon comperatore; sommi cignere allato la scarsella, e sopra tutto buon lavoratore: so maneggiar la marra ed il marrone, e suono la staffetta e lo sveglione. Tu se' pił bella che madonna Lapa, e se...
Page 369 - n lae su pe' poder vicini , II nibbio, che me' ma non l'ha sentito, Ha fatto un mal lagoro a' miei pulcini ; E 'nfine hammi la chioccia anche grancito Con quell' ugnacce , che son fatte a uncini ; E le mie pecchie son tutte scappate Su quel di Nencio, e sur un pioppo andate. XXXII. Picchia teglie, e padelle a pił non posso, Di raccattarle e...
Page 58 - Quae mens est hodie, cur eadem non puero fuit, vel cur his animis incolumes non redeunt genae?
Page 352 - DELLA NENCIOTTA Amor mio, dolce assai pił della sapa, E saporito pił della mostarda, E pił bianco e rotondo d' una rapa, Che il cor mi passi come una bombarda, Tu vai ronzando, come fa la Lapa Intorno al bugno, quando l' ora č tarda, Di lą da quel cespuglio di ginestra Io t'ho veduto, ef omini alla finestra.
Page 260 - Nenciozza mia, i' me ne voglio andare, or che le pecorelle voglion bere, a quella pozza, ch'io ti vo' aspettare, e livi in terra mi porrņ a sedere tanto che vi ti veggia valicare; voltolerommi un pezzo per piacere. Aspetterotti tanto che tu venga; ma fa

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