La Divina commedia, Volume 3

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Tip. della Minerva, 1822
 

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Page 172 - ... tu cuncta superno ducis ab exemplo, pulchrum pulcherrimus ipse mundum mente gerens similique in imagine formans perfectasque iubens perfectum absolvere partes.
Page 587 - Quivi è la rosa in che il verbo divino carne si fece; quivi son li gigli al cui odor si prese il buon cammino ». Così Beatrice; e io, che a' suoi consigli tutto era pronto, ancora mi rendei a la battaglia de
Page 14 - Paradiso è formato dai nove cieli della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno, delle Stelle fisse e del primo Mobile, i quali girano intorno alla terra immobile al centro, e tutti sono contenuti dal cielo Empireo che è immobile.
Page 553 - Oppresso di stupore alla mia Guida Mi volsi, come parvol che ricorre Sempre colà dove più si confida. E quella, come madre che soccorre Subito al figlio pallido ed anelo Con la sua voce, che 'I suoI ben disporre, Mi disse :
Page 823 - Or questi che dall' infima lacuna Dell' universo infin qui ha vedute Le vite spiritali ad una ad una, Supplica a te, per grazia, di virtute Tanto che possa con gli occhi levarsi Più alto verso l'ultima salute.
Page 96 - Dice che l'alma alla sua stella riede, credendo quella quindi esser decisa quando natura per forma la diede; e forse sua sentenza è d'altra guisa che la voce non suona, ed esser puote con intenzion da non esser derisa.
Page 214 - Ch' io possa in te rifletter quel eh' io penso. Onde la luce che m'era ancor nuova, Del suo profondo, ond'ella pria cantava, Seguette, come a cui di ben far giova: In quella parte della terra prava Italica, che siede intra Rialto E le fontane di Brenta e di Piava, Si leva un colle, e non surge molt' alto, Là onde scese già una facella, Che fece alla contrada grande assalto.
Page 820 - Tu se' colei che l'umana natura Nobilitasti sì, che il suo Fattore Non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'amore, Per lo cui caldo nell'eterna pace Così è germinato questo fiore. Qui sei a noi meridiana face Di caritade,- e giuso, intra i mortali. Se' di speranza fontana vivace. Donna, se' tanto grande, e tanto vali, Che qual vuoi grazia, ea te non ricorre, Sua disianza vuoi volar senz'ali.
Page 687 - Ond' io sovente arrosso e disfavillo. In veste di pastor lupi rapaci Si veggion di quassù per tutti i paschi : O difesa di Dio, perchè pur giaci ! Del sangue nostro Caorsini e Guaschi S...
Page 599 - E io adunque, che non seggo alla beata mensa, ma, fuggito dalla pastura del vulgo, a' piedi di coloro che seggono, ricolgo di quello che da loro cade, e conosco la misera vita di quelli che dietro m...

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