Rivista universale: pubblicazione periodica, Volume 8

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Popular passages

Page 361 - ... n disparte cercar gente e gradire che sparga '1 sangue e venda l'alma a prezzo? Io parlo per ver dire, non per odio d'altrui né per disprezzo.
Page 545 - ... quasi ignis miserorum animabus exhibet. Multos in eis vidi usque ad talos demergi. alios usque ad genua vel femora. alios usque ad pectus, iusta peccati videlicet modum.
Page 66 - L'erba ov'era Micene, ei sassi ov' Argo: Ma non potrò da men lontani oggetti Trar fuori ancor poetiche scintille? Schiudi al mio detto il core: antica l'arte, Onde vibri il tuo strai, ma non antico Sia l'oggetto, in cui miri...
Page 158 - Trinacrio dederatque abeuntibus heros, dividit, et dictis maerentia pectora mulcet: 'o socii (neque enim ignari sumus ante malorum), o passi graviora, dabit deus his quoque finem.
Page 376 - Stefano, deposero le loro vesti a' piedi di un giovinetto ; egli non si ritirò inorridito , ma consentendo alla strage di quel giusto , rimase a custodirle. Se un cristiano avesse allora accolto nel suo cuore un sentimento di odio per quel giovinetto , la cui perversità precoce poteva parere un segno così manifesto di riprovazione; se avesse mormorata la maledizione che sembra cosi giusta in bocca degli oppressi; ah ! quel cristiano avrebbe maledetto il Vase di elezione.
Page 209 - L'heure n'est pas encore venue, messieurs, mais les malentendus cesseront, et il •îera dit avant la fin du siècle que le Pontife si grand et si méconnu, Pie IX, qui a combattu le plus vaillamment contre la Révolution, est le même qui a ouvert les initiatives les -plus hardies et les plus fécondes, — oui, malgré des revers apparents, je dis les plus fécondes, — de la liberté en Europe. Ne faisons pas ce que saint Paul reprochait aux chrétiens de Corinthe...
Page 396 - ... quando sia fatato che noi dobbiamo vivere in compagnia di alcuno di loro, rimaniamo almeno coi nostrali, che hanno il merito di essere vecchie conoscenze. 6 maggio. Ho incominciato a leggere i Morali di san Gregorio nella versione di Zanobi da Strato, trecentista. Che maraviglia di lingua? I Morali veramente sono un libro di tale natura a cui mirabilmente conviensi quella lingua semplice, quel fare casalingo, che è proprio dei trecentisti. Vi sono degli autori che vogliono una dizione più solenne;...
Page 394 - Tuttavia chi sentenziasse , come si usò molte volte , non essere questi e somiglianti libri che agri somma, senza un fondo di vero; chi si contentasse di cercare la ragione di essi nelle aberrazioni mentali degli uomini, potrebbe a buon diritto essere tacciato di molta leggerezza. Da Piatone a Cabet passano ben molti secoli; e i loro sogni 'di tempo in tempo si ripetono con nuove fisionomie, con aggiunte nuove, con varianti di maggiore o minore importanza, ma tutti d'uno stampo. Chi guarderà bene,...
Page 489 - L'ingegno dello scrittore però si vede sempre; vi sono dei capitoli scritti di vena e con molta rapidità ed inspirazione. La morte del Duca è descritta affettuosamente e con un gran sentimento. Cionondimeno per quanto e...
Page 296 - Desimoni propende a ritenere chVgli sia la medesima persona con un Gaidaldo nominato in due carte dell'antico Archivio genovese. Ma se è cosi, questi si dichiara figlio del quondam Ingone e di legge longobarda : nel 1016 riveste ancora la dignità di conte — però in un Comitato tortonese — ma nel 1017 deve esserne stato spogliato, perché s'intitola soltanto dominus de Suminaripa, che è quanto dire uno dei signori o feudatari di second'ordine (op.

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