The travels of Theodore Ducas [pseud.] in various countries in Europe, at the revival of letters and art: Part the first. Italy, Volume 1, Page 1

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Charles Mills
Printed for Longman, Hurst, Rees, Orme, and Brown, 1822 - Italian literature
 

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Page 208 - Through me you pass into the city of woe: Through me you pass into eternal pain: Through me among the people lost for aye. Justice the founder of my fabric moved: To rear me was the task of Power divine, Supremest Wisdom, and primeval Love. 19 Before me things create were none, save things Eternal, and eternal I endure. All hope abandon, ye who enter here.
Page 233 - NOW was the hour that wakens fond desire In men at sea, and melts their thoughtful heart Who in the morn have bid sweet friends farewell, And pilgrim newly on his road with love Thrills, if he hear the vesper bell from far, That seems to mourn for the expiring day...
Page 379 - So on he fares, and to the border comes Of Eden, where delicious Paradise, Now nearer, crowns with her enclosure green, As with a rural mound, the champaign head Of a steep wilderness, whose hairy sides With thicket overgrown, grotesque and wild, Access denied...
Page 232 - E se non fosse, che ancor lo mi vieta La riverenza delle somme chiavi, Che tu tenesti nella vita lieta, I' userei parole ancor più gravi ; Che la vostra avarizia il mondo attrista, Calcando i buoni e sollevando i pravi. Di voi, pastor...
Page 207 - PER me si va nella città dolente, Per me si va nell' eterno dolore, Per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore : Fecemi la divina potestate, La somma sapienza e il primo amore. Dinanzi a me non fur cose create, Se non eterne, ed io eterno duro : Lasciate ogni speranza, voi ch' entrate .' Queste parole di colore oscuro Vid' io scritte al sommo d' una porta : Perch' io : Maestro, il senso lor m
Page 225 - Oh, thou Pisa ! shame Of all the people, who their dwelling make In that fair region, where the Italian voice Is heard ; since that thy...
Page 219 - Per più fiate gli occhi ci sospinse Quella lettura, e scolorocci il viso : Ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante, Questi, che mai da me non fia diviso, La bocca mi baciò tutto tremante : Galeotto fu il libro e chi lo scrisse : Quel giorno più non vi leggemmo avante.
Page 230 - Diss' egli a noi, guardate e attendete Alla miseria del maestro Adamo : Io ebbi vivo assai di quel eh' io volli, E ora, lasso ! un goccio! d' acqua bramo. Li ruscelletti, che de...
Page 236 - La lena m'era del polmon sì munta, quand'io fui su, ch'i' non potea più oltre; anzi m'assisi ne la prima giunta. « Ornai convien che tu cosi ti spoltre », disse '1 maestro; «che, seggendo in piuma, in fama non si vien, né sotto coltre; sanza la qual chi sua vita consuma, cotal vestigio in terra di sé lascia, qual fummo in aere ed in acqua la schiuma.
Page 208 - Con lieto volto, ond' io mi confortai, Mi mise dentro alle segrete cose. Quivi sospiri, pianti ed alti guai Risonavan per l'aer senza stelle, Perch' io al cominciar ne lagrimai. Diverse lingue, orribili favelle, Parole di dolore, accenti d'ira, Voci alte e fioche, e suon di man con elle, Facevano un tumulto, il qual s' aggira Sempre in quell' aria senza tempo tinta, Come la rena quando a turbo spira.

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