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Prima edizione, sola cui riconosca l'Autore fino a nuovo avviso suo o nostro.

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Ecco la Commedia di Dante, cui il Tommaseo commentò. Avevamo promesso mandarla fuori nell'ottobre di quest'anno, e il dicembre già corre. Ma se qui noverassimo le diligenze usate, lieve parrebbe l'indugio. I leggicchianti potranno imbattersi nell'ancora da farsi, non sospettare e peggio avvertire il già fatto. Ne allora lamenteremo il danno, il quale avremo comune co' più celebrati fra coloro che ci precorsero nell' arringo e che noi insuperbi tentiamo emulare. Pure, a non tutto tacere, diremo che temendo del manoscritto non autografo, e mancandoci, nel dubbio, il consiglio dell'Autore, imprendemmo il faticoso riscontro de luoghi

citati.

Non l' ingegno, si la nostra operosa intenzione valgaci a procacciare la benivoglienza de savii.

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A non lungo comento, proemio breve. Son trop

pi, lo so, di questa sorta lavori: ma io veng'appunto a stringere in poco le cose sparse per tanti volumi. Non fo che citare: perchè le citazioni dichiarano la lettera, illustrano il concetto, mostrano onde Dante l'attinse, o con quali grandi fantasie la fantasia di lui si rincontrò, e com'e' fu creatore imitando. Cito quasi sempre gli antichi, e lui sovente; chè nelle prose e nelle rime e nei luoghi simili del poema si riconoscono gl' intendimenti suoi e le forme dello stile. Più frequenti a rammentare mi cadono la Bibbia e Virgilio, s. Tomaso e Aristotele. M'aiuto di fonti inedite: e preziosissimo m'è un comento di Piero figliuolo di Dante; dal quale attingo esposizioni e allusioni nuove, o le già note, ma non certe, confermo. Quant' ha di necessario l'Ottimo e gli altri vecchi, quanto i moderni, rendo in poche parole. Cerco nella prosa antica gli esempi di quelle che finora parvero licenze poetiche le cerco nel toscano vivente. E di tutte queste citazioni escono insegnamenti e considerazioni ed af

fetti quali nessuna parola di critico può suscitare: si conosce quello ch'è proprio all'uomo, quello che al secolo; quale e quanta armonia tra la imaginazione e l'intelletto, la natura e l'arte, la dottrina e l'amore. Le nuove mie interpretazioni difendo in breve senza magnificarne la bellezza, nè le contrarie combatto. Prescelgo le più semplici: e solo là dove è forte il dubbio, ne pongo due. Le lezioni del testo conformo all'autorità di più codici e stampe; ligio a nessuna. Se circa le lezioni o le interpretazioni mie cadrà disputa, potrò sostenerle o correggerle: ma lo spediente del citare parvemi buono appunto a troncar molte liti; e la brevità parvemi debita cosa nello illustrare un de' più parchi scrittori che onorino l'Italia e la natu

ra umana.

N. TOMMASEO.

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