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Gli Editori

La Divina Commedia dell' Allighieri illustrala da l'go Foscolo , non ha per anco avuto una edizione in Italia. Quella di Londra, condotta da G. Mazzini, la prima e l'unica che finora siasi falla, è al prezzo di L. 40 italiane. Il discorso di Foscolo che la

precede, ebbe altre tre edizioni, delle quali le prime due ( di Pickering a Londra e di Ruggia a Lugano), zeppe di errori; la terza (di Lemonnier a Firenze) ollima ma non abbastanza diffusa ed economica. Tullo questo abbiamo accennato perchè i nostri leltori possano giudicare dell' opportunità della nostra edizione e del servigio che avvisiamo di prestare con questa agli studiosi del nostro massimo poeta.

Nell' edizione della Divina Commedia di Londra, parecchie delle varianti adottate da Foscolo e giustificate nelle postille, non furono per inavvertenza innestale nel testo; nè le frequenti mozzalure e storpiature toscane ' 'I se', ecc. contrarie al sistema ortografico italiano, tenuto invariabilmente da Foscolo, furono

lulle , conie esser doveano, eliminate. Ciò accadde perchè Mazzini, che curò la stampa di quella edizione, si allenne religiosamente al manoscritto di Foscolo, il quale, confidando di potere condurre egli stesso a fine la stampa del proprio lavoro, beglesse l' emendazione del testo, divisando di farla sulle ultime prove, e il Mazzini non si avvide di ciò, che tardi, come egli slesso ce ne avverte in una sua nota. Una tale emendazione venne da noi compiuta in questa nostra edizione.

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A HUDSON GURNEY

UGO FOSCOLO

QUESTA EDIZIONE

INTITOLA MERITAMENTE

Al suo nome il mio desire
Apparecchjava grandioso loco.

DANTE. Purg. XXVII.

PREFAZIONE

In data del 26 sellembre 1826, Foscolo scriveva

da Londra a Gino Capponi:

Sperava di lasciarti sapere ch'io vivo, mandandoti la Commedia di Dante illustrata da me; e se il libraio non si fosse dato al tristo, tutto intero il poema oggimai sarebbe stampato e pubblico e arrivato in Italia. Da prima era l'animo mio di stamparlo in quarto, e non più di cinquecento copie, non aspettandomi io per compratori se pon alcuni amatori di edizioni belle e corrette, e i bibliotecari delle pubbliche librerie qua e là per l'Europa, e parecchi lettori di Dante, ai quali importasse di vederlo illustrato in guisa tutta nuova e non tentata mai da veruno, ben ch'io mi creda sia l'unica possa giovare a far conoscere davvero la poesia, il secolo e la mente tutta quanta di Dante . .

« Nè io poteva continuare, se non ricorrendo ad associati; e sarebbe stato accatlare elemosina nè più né meno 0, addossandomi le spese della stampa gravissime, dove i tempi del pagamento fossero scaduti innanzi lo smercio dell'opera, io mi sarei trovato di nuovo ingolfato fra' debiti, quando invece, per uscirne, mi sono contentato di approdare nudo alla riva. Però mi rassegnai a' patti esibilimi da un libraio d'illustrare per conto suo la Divina Commedia, e quattr' altri poemi maggiori italiani, che in tutti farebbero venti un tomelto, e fu stipulato che io gli darei il testo e le note di tutti nel corso di due anni, e ch' ei mi pagherebbe mille dugento lire sterline. si fatto lavoro per me (dalla noia in fuori di rivedere il testo, e di tradurre e accorciare quanto ho inserito intorno a' nostri poeti nell' Edinburgh e nel Quarterly Review e in altre opere periodiche) era lavoro da nulla. Pur non mi pativa il cuore di perdere tanti miei studi intorno a Dante, e benchè ne' tometti adoltati per economia dal libraio io dovessi strozzare il mio primo disegno, pur ini provai di serbarlo alla meglio; e quiesta su la sudata delle mie fatiche.

« Del volume primo di Dante già pubblicato col titolo — Discorso sul testo e su le opinioni diverse prevalenli intorno alla storia e all emendazione critica della Commedia alcuni esemplari capitarono, credo, in Firenze; e so di certo che il cavaliere Puccini n'aveva uno, e tu fa’ d’averlo e di leggerlo.

· · basterà ad ogni modo a lasciarti discernere quali illustrazioni io abbia preparato, e credo che arriverebbero necessarie e care all'Italia tanto più quanto niuno s'è mai attentato d'applicarle allo scopo a cui le dirigo; nè stampatore nè plagiario veruno potrà avventurarsi a rifarle o lulle o in parte in altre edizioni, ec. ec.

« Adunque io mi sono deliberato di tornarmi e starmi d'ora innanzi pur sempre al mio primo proposito, e illustrare il poema a posta mia, e pubblicare l'edizione in cinque volumi in-4°. Ma di libri forestieri qui non si fa mai vendita tanta che basti a risare le spese; da che settecenlo copie, a dir poco, son necessarie innanzi trallo a pagare lo stampatore e gli sconti richiesli da’librai, e la gravissima fra le altre spese d'inserire nelle gazzette moltissimi avvisi, senza de'quali libro veruno in questo paese non può mai pubblicarsi nè trovare chi comperi. Aggiungi la miseria, se passeggiera o perpetua non so, ma fiera di certo ed universale in questo pacse; e la letteratura oggimai come cosa di lusso, e più quand'è forestiera, sarà tralasciata da chiunque la coltivava, ed oggi a stento può provvedere alle più fiere necessità della vita. Senza che, a dirne il vero, benchè molti invaniscano a chiacchierarne, pochi intendono Dante; ed è libro da Italiani, ed io m'intesi sempre a illustrarlo per l'Italia presente o sutura.

« E però se avessi alcuna certezza di smcrciare in Italia da dugento cinquanta copie della mia edizione, non avrei da gittare

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