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PQ 4005

C33
AVVERTENZA

Questo volume di pagine carducciane differisce dalle altre prose scelte del Carducci, anch'esse di nostra edizione, in quanto gli scritti qui raccolti appartengono tutti allo studio della nostra letteratura ne seguono dall'alto lo svolgimento e la storia. Naturalmente, pur non essendone escluso nessuno dei piú importanti, non tutti gli scritti critici del Maestro sono in questo volume ; giacché anzitutto ne avremmo troppo ingrossata la mole e, secondariamente, non avremmo potuto raggiungere quella armonia delle parti che ci sembrava necessaria al carattere particolarissimo del libro.

Il quale, comunque, sarà prezioso per le persone colte e e per i giovani studenti. Quelle potranno agevolmente, e senza dovere far ricerche nei venti volumi delle Opere, trovar qui il miglior succo del pensiero letterario carducciano; questi avranno in queste pagine un prezioso sussidio per lo studio della storia letteraria. Talché noi non sapremmo consigliarne abbastanza vivamente ai signori professori l'adozione.

Per quanto ad altri sia piaciuto affermare diversamente, è certo che nessuno, dal 1860 in poi, ha veduto cosí chiaramente e cosí precisamente come il Carducci nei fatti e nei fenomeni della nostra letteratura. Dai grandi discorsi sullo svolgimento della letteratura nazionale a quelli sull'opera di Dante, del Petrarca, del Boccaccio; dagli studi sui trovatori a quelli sul Magnifico, sul Poliziano, sull' Ariosto, sul.Tasso;

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dagli scritti polemici e critici sul Tassoni, sul Muratori, sul Monti a quelli sui lirici settecenteschi, sul Metastasio, sul Foscolo, sul Leopardi, sul Manzoni, sul Prati, sul Guerrazzi, sul Panzacchi: tutta la storia critica ed estetica della letteratura italiana si svolge ai nostri occhi con una serietà, con una precisione, con una ricchezza e una finezza di osservazioni e di impressioni veramente meravigliosa. E poi, quale mai critico o storico del nostro tempo ha potuto avere bellezza sua e vantaggio straordinario dei lettori il sussidio di una prosa come quella del Carducci, che pare scolpire le idee e svelare i concetti piú oscuri, che si giova di una cosi toscana dovizia e varietà di lingua, e di uno stil nervoso e robusto che ricorda a tratti quello del Machiavelli ?

Non abbiamo creduto opportuno di ingombrare il volume di note: salvo, s' intende, quelle che il Carducci stesso appose qua e ai suoi scritti. Poiché errare è umano e poiché ogni giorno gli studi fanno progressi, vi sono, anche in queste pagine del Carducci alcuni pochi e poco notabili errori. Il lettore, se mai, li rileverà da . Non era necessario, per esempio, far sapere che i terrori del Mille sono ritenuti oggi una leggenda, o che Guido Reni non è contemporaneo di Tiziano. Le persone anche mediocremente colte lo sanno, ormai, senza che vi sia necessità di una apposita nota.

Crediamo fermamente che se il Carducci fosse ancora in vita, si compiacerebbe altamente di questo volume in cui uno dei suoi discepoli migliori ha raccolto e amorosamente curato il fiore delle prose critiche del Maestro. Il tenue prezzo gioverà poi a far conoscere vie piú questi scritti in cui splende una cosi grande luce di bellezza e di verità.

GLI EDITORI

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