Poesie liriche edited ed inedite

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D. Morano, 1882 - 327 pages
 

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Page 258 - Quae mens est hodie, cur eadem non puero fuit, Vel cur his animis incolumes non redeunt genae ? ODE XI.
Page 14 - ... 1 ciel m'invio. Né del figliuol di Dedalo il fin rio fa che giù pieghi, anzi via più risorgo: ch'io cadrò morto a terra ben m'accorgo; ma qual vita pareggia il morir mio? La voce del mio cor per l'aria sento: Ove mi porti temerario? china, che raro è senza duol, troppo ardimento. Non temer, rispond'io, l'alta mina, fendi sicur le nubi, e muor contento, se '1 ciel sì illustre morte ne destina.
Page 203 - Giovanna d'Aragona fabricato da tutti i più gentili spiriti e in tutte le lingue principali del mondo...
Page 215 - Icaro cadde qui, queste onde il sanno, Che in grembo accolser quelle audaci penne ; Qui finì il corso; e qui il gran caso avvenne, Che darà invidia agli altri , che verranno. Avventuroso e ben gradito affanno, Poi che, morendo, eterna fama ottenne; Felice, ch'in tal fato a morte venne, Che sì bel pregio ricompensi il danno.
Page 89 - ALMA reale, e di maggior Impero Degna, di quel, che'1 largo ciel t'ha dato, Che con la tua virtute avanzi gli anni, E rendi a' tempi nostri, al mondo ingrato L'antiche usanze del secol primiero, In cui vivean le genti senza inganni, Ecco, che per te sol tanti suoi danni Spera saldar non pur l'Europa afflitta, Ma l' Asia, e l' arenosa Africa ancora. Perché convieo, che, senza far dimora, La tua mano , a...
Page 75 - Crescono l'onde in lui si che l'estreme sponde risonan lungi: in me correnti fiumi di pianto, al suon de' miei lamenti, fanno un concento doloroso insieme. Corron di là le navi a gran periglio, meco fanno i pensier mortai viaggio; ei si conturba, il petto mio si sface. A lui s'asconde il sol, a me il suo raggio.
Page lxxiv - La spessa de' rampolli inutil prole, Che fan la madre lor venir men bella: E con le care figliti, e se '1 Ciel vuole, Spero co' figli, a tavola m'assida, La state ai luoghi freschi, il verno al sole; E di mia man fra lor parta e divida L'uve e le poma; e s'io mi desti o corone Con loro io mi trastulli e scherzi, e rida.... Né curi ire a palazzo o stare a' banchi, E dimandar che facciali Turchi o (lai li ; Se annan di nuovo o se ambiduo son stanchi.
Page 319 - BOOK IS NOT RETURNED TO THE I.IBRARY ON OR BEFORE THE I.AST DATE STAMPED BEI.OW. NON-RECEIPT OF OVERDUE NOTICES DOES NOT EXEMPT THE BORROWER FROM OVERDUE FEES.
Page 217 - Quanto più mi distrugge il mio pensiero, Che la durezza altrui produsse al mondo; Tanto ognor, lasso! in lui più mi profondo, E col fuggir della speranza spero. Eo parlo meco, e riconosco in vero Che mancherò sotto si grave pondo. Ma il meo fermo disio tant'è giocondo, Ch'io bramo e seguo la cagion, ch'eo pero.
Page 13 - Temo, qualor giù guardo, il vol troppo alto, ond'ei mi grida, e mi promette altero che se dal nobil corso io cado, e pero, l'onor fia eterno, se mortale il salto.

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