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MEMBRO ORDINARIO DELL'ACCADEMIA ITALIANA, DELLA FIORENTINA, E DI ALTRE ACCADEMIE ETRUSCHE, E SOCIO CORRISPONDENTE DELLA REAL SOCIETA' D' INCORAGGIMENTO

DI NAPOLI.

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o

messa

e

..

Ccoti, o egregio Amico , il mio Esame della Divina Commedia, ed ecco la mia pro

il mio dovere insiememente adempiuto . Se offersi infatti il mio primo letterario lavoro a quel Filantropo, (a) che generosamente trattommi nelle crudeli avversità da me sofferte per seguir la causa dell'onesto, e

del

a 2

.

(a) Il Cavalier Giulio Cesare Estense Tassoni , Ministro del Regno d'Italia in Firenze , presso cui ho pasa sato sei anni in seno della più tenera amicizia, nella quaa

: lità di Segretario della sua Legazione, ed a cui nel 1805. dedicai la mia Versione della Vita di Agricola.

del giusto, a te il secondo offrir io doveva,
a te che mi hai mostrato tanto interesse, e
attaccamento, ed a cui tanti obblighi professo.
Nè d'altronde la dedica di un'opera su Dan-
te sconviensi a quegli, di cui sempre con pia-
cere ricordomi che sebben oltramontano, ed
iniziato appena ne' pregi dell'Italiana Favella,
pure, quasi per quell'istinto che tutte le bellé
anime han per le belle cose, non sol compre-
se, ma gustò anche profondamente il can-
to 1.o del Paradiso , uno de' più interessanti
al certo, ma un de' più difficili canti della
Divina Commedia. Accetta dunque, o mio
Amico, questa offerta come un tenue atte-
stato dell'affetto, e della stima che per te nu-
tro; e possa la fama delle egregie qualità
tue, e della tua rara e costante amicizia vi-.
ver quanto il nome del Gran Poeta, che ad
esaminare 'mi accingo, Sta sano.

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li 18. Agosto 1807.

PREFAZIONE

Molti

Olti han commentato Dante, ma pochi han faito 'adequatamente rilevare il grao giudizio, i pregi infiniti di elocuzione, e la filosofia profonda del suo immortale. Poema. Questo riflesso mi ha somministrata l'idea di presentare ai colti Italiani una Dissertazione sulla Divina Commedia , in tre Discorsi divisa ; nel primo dei quali verrà da me esaminato il piano e la condotta , nel secondo lo stile, e nel terzo i filosofici tratti di quel sommo Poema: divisione che la più naturale, è la più opportuna mi è parsa , e che non è stata, per quanto credo, da verun altro commentatore di Dante finora seguita.

Olire ad una minuta analisi del primo e del più singolare fra gli Italiani Poemi, questa mia letteraria fatica avrà eziandio il vantaggio di offrite sotto un colpo d'occhio tutti i più pregevoli squarci di esso; onde cosi possa il Lettore maggiormente gustarli , se disgiunti li veda dalle aride scolastiche e teologiche discussioni , di cui specialmente la seconda e la terza cantica in altissimo grado abbondano. E questa considerazione, unitamente a quella dell'incomodo che il Lesgitor proverebbe , se andar dovesse in ogni momento a ri. scontrar nell'intiero Poema il pezzo di cui si fa

meli

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