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Tenti dal nostro mal ritrarre il bene
Nostra fatica sia frustrar tal fine,
E tra il ben sempre al male aprir la via ,
Che spesso lo potrem; cosi dolente
Forse il farem, se pur non fallo, e a' suoi
Consigli occulti turberem la meta.
Ma ve', l'irato vincitor indietro
Alle porte del ciel chiamò i ministri
Suoi di vendetta e d'inseguir; il nembo
Sulfureo in noi fremente e procelloso
Gli ignei flutti posò che dal cacume
Del ciel cadenti ci accogliean, e il tuono
Di rossi lampi alato e foga ed ira
Forse ha consunto i strali ed ora cessa
Mugghiar pel vasto interminato abisso,
Cogliam tal destro che a disprezzo o rabbia
Già sazia appien ne lascia il rio nemico.
Vedi tu la pauroso pian deserto
Aspro, region d'ambascia e di tenébra,
Tranne il baglior di queste rogge fiamme
Pallido e orrendo? Já n' andiam lontano
Dal tempestar di questi igniti flutti ;
Là ci posiam, se posa esser lå puote,
E raccogliendo nostre afflitte squadre
Vediam come quì innanzi offesa al nostro
Nemico dar e ripararci i danni;
Come vincer cosi crudel fortuna;
Qual da speranza guadagnar conforto;
Se no, dal disperar quale consiglio.

Cosi Satan al suo vicin compagno
Con testa alzata a fior dell'onde ed occhi
Di fiamme scintillanti e l'altre membra

Prone on the flood, extended long and large,
Lay floating many a rood, in bulk as huge
As whom the fables name of monstrous size,
Titanian, or Earth-born, that warr'd on Jove;
Briareus or Typhon, whom the den
By ancient Tarsus held; or that sea-beast
Leviathan, which God of all his works
Created hugest that swim th' ocean-stream:
Him haply, slumbering on the Norway foam ,
The pilot of some small night-founder'd skiff
Deeming some island, oft, as seamen tell,
With fixed anchor in his scaly rind
Moors by his side under the lee, while night
Invests the sea, and wished morn delays:
So stretch'd out huge in length the Arch-fiend lay
Chain'd on the burning lake; nor ever thence
Had risen, or heav'd his head; but that the will
And high permission of all-ruling Heaven
Lest him at large to his own dark designs;
That with reiterated crimes he might
Heap on himself damnation, while he sought
Evil to others; and, enrag'd, might see
How all his malice serv'd but to bring forth
Infinite goodness, grace and mercy, shown
On man by him seduc'd; but on himself
Treble confusion, wrath and vengeance pour'd.
Forthwith upright he rears from off the pool
His mighty stature; on each hand the flames,
Driven backward, slope their pointing spires, and roll'd
In billows, leave i' th' midst a horrid vale.
Then with expanded wings he steers his flight
Aloft, incumbent on the dusky air,

Dannazïon crescesse, mentre il male
Di suo talento reo bontà infinita
Da lui sedotto, e sopra se versata
Repente egli alza sopra su lo stagno
Sua gran persona; ai lati spinte indietro
Le fiamme curvan le puntute spire
E rotolanti in onde orrenda valle
Lasciano in mezzo. Allor su vanni aperti
Alto fuggi, gravando l' aer bruno

Prone sui flutti, lungo e largo stese ,
Ampi iugeri ondeggianti in mole immane,
Quai favolosi orribili titani
O figli della terra che pugnaro
Con Giove, Briareo o Tifon cui l'antro
Di Tarso antica accolse; o quel marino
Ceto cui Dio di tutte l'opre sué
Creò più vasto

fender l'oceàno :
Lui se dormente in le norvegie spume
Trovi nocchier di notte colto in schifo,
Isola il crede e, come è fama, spesso
L'ancora gitta alle sue squame e al fianco
Di lui ripara al vento, mentre notte
Grava sul mar e cara aurora indugia :
Si largo e lungo steso il gran nemico
Catenato giacea sul lago ardente ;
Nè quinci avria mai scosso o alzato il capo
Se il ciel che tutto regge in suo volere
Nol lasciava ire a mali suoi disegni ;
Si che ei delitti cumulando sua
Altrui cercava, e in onta sua mirasse

e mercè fluir sull' uom piovente Triplice confusion, furor, vendetta.

Grazia

That felt unusual weight; till on dry land
He lights, if it were land ihat ever burn'd,
With solid, as the lake with liquid fire;
And such appear'd in hue, as when the force
Of subterranean wind transports a hill
Torn from Pelorus, or the shatter'd side
of thundering Ætna, whose combustible
And fuel'd entrails thence conceiving fire,
Sublim'd with mineral fury, aid the winds,
And leave a singed bottom all involv'd
With stench and smoke: such resting found the sole
Of unblest feet. Him follow'd his next mate:
Both glorying to have 'scap'd the Stygian flood
As Gods, and by their own recover'd strength,
Not by the sufferance of supernal Power.

« Is this the region, this the soil, the clime, ,
Said then the lost Arch-angel, « this the seat
That we must change for Heaven; this mournful gloom
For that celestial light! Be' it so, since He,
Who now is Sov'reign, can dispose and bid
What shall be right: farthest from him is best ,
Whom reason hath equall'd, force hath made supreme
Above his equals. Farewell, happy fields ,
Where joy for ever dwells. Hail, horrors ! hail,
Infernal world! and thou, profoundest Hell,
Receive thy new possessor; one who brings
A mind not to be chang'd by place or time:
The mind is its own place, and in itself
Can make a Heaven of Hell, a Hell of Heaven.
What matter where, if I be still the same ,
And what I should be; all but less than He
Whom thunder hath made greater ?

Egual lui fe' ragion e forza aderse
Sovra i suoi pari. Addio beati campi
Per loco o tempo non mutabil mai.
L'alma in se sta, fare ella può in se stessa
Del ciel l'inferno, dell'inferno il cielo.
E qual convien; se tutto son, sol d'ello
Minor cui il tuono fè maggior?

Che geme al peso strano; alfine a terra
Giunse, se terra è ciò che sempre ardeva
In saldo foco come il lago in liquido;
Tale in sembiante come quando forza
Di vento sotterrano asporta un masso
Divelto da Peloro, o il scisso fianco
Del tonante Etna dalle cui combuste
Bollenti viscere il concetto foco
Svampa con furia mineral con vento
e lascia il fondo arsiccio tutto avvolto
In puzzo e fumo: ei si le maladette
Piante' posò ; seguillo il suo compagno,
Vantando ambo ch' uscir dai stigi gorghi
Quai dii, pel ricovrato lor vigore ,
Non già per venia del poter superno.

Quest' è la region, il suolo, il clima,
Disse Satano allor, ( e questo è il seggio
Che al ciel dobbiam supplir ; quest' atro orrore
A que' celesti rai! Ma sia, poichè egli
Che ora è sovran foggia a piacer e impera
Il giusto; il più lontan da lui fia l' ottimo;
U' gioia eterna dura : Orrori avete,
Ave mondo infernal! Tu orrendo abisso
Accogli il nuovo tuo signor che ha un'alma

vale ù sia, se ognora son lo stesso

Che

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