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non si formasse nel meditare e rivolgere gli esemplari di quel Divino, dal quale, sono già cinque secoli, prendono lena per segnalarsi e poeti, e artisti, ed oratori, e filosofi. A niuno dunque tal opera più si doveva che a Voi. E poichè nulla noi trascurammo perchè la nostra Edizione riuscisse, come non inferiore ad alcuna per proprietà tipografica, così superiore a tutte e per ingenuità di lezione e per copia d'illustrazioni, piacciavi, Signor Conte Veneratissimo, accoglierla, e per sostenerla con l'autorità d'un gran nome, e per averla a dimostrazione di quell' altissima stima, che abbiamo e avremo sempre l'onore di professarvi,

PREFAZIONE

- DEGLI

EDITORI DELLA MINERVA

Ravvivato essendosi, per buona ventura, in que

sti ultimi tempi l'amore allo studio de' grandi e più purgati scrittori del nostro bellissimo idioma, e datasi per ciò appunto la italiana gioventù a leggere con molta applicazione le immortali Cantiche dell'Alighieri, che sono il monumento più splendido della nostra gloria letteraria, e la più ricca sorgente di ogni bellezza di lingua e di poesia, abbiamo creduto che molto vantaggio all'avanzamento delle buone lettere si sarebbe per noi recato, ́se avvenuto ci fosse di procurarne una edizione, la quale per la esatta emendazione del testo, e per tutte quelle dichiarazioni che ne rendessero più facile la intelligenza e utilissima la lettura, dovesse riuscire in modo di andare non solamente del pari colle migliori comparse finora alla luce, ma di meritarsi ben anche sopra tutte la preferenza .

Con tale divisamento si esaminò attentamente da noi tutto ciò ch'erasi adoperato dai più reputati

Editori della divina Commedia per conseguire e l'uno e l'altro de'due fini suddetti; e, compiuto siffatto esame, abbiamo giudicato, che sebbene alcuni di loro non sieno rimasti molto indietro della nobile ineta, e che i lavori di tutti, insieme considerati, contengano forse poco meno di quanto desiderare si possa intorno a tale argomento, ciò nonpertanto a niuno era toccata la sorte di appagare interamente le brame degli studiosi del divino Poema, e che rimaneva tuttavia a noi pure lieta speranza di trarre a buon esito il nostro proponimento.

Colla persuasione di non esserci ingannati in tale giudizio, abbiamo senza più posto mano al lavoro, del quale rendiamo qui ragione ai cortesi Lettori.

Ad ottenere il fine propostoci nella emendazione del testo, il quale, a malgrado delle grandi cure degli Accademici della Crusca e di più altri dotti, rimane tuttora difettoso in alcuni luoghi e di assai controversa lezione, il metodo più opportuno e più certo sarebbe stato quello di collazionare tra loro le prime e più pregiate edizioni, i preziosi codici della ricca collezione trivulziana, e gli altri moltissimi sparsi per la nostra Italia e per le nazioni straniere, e, istituitone confronto diligentissimo, colla scorta infallibile della saggia critica e del buon gusto nel fatto della lingua e della poesia, e coll'aiuto insieme di quanto i letterati hanno finor pubblicato intorno ad un tale soggetto, fermare una lezione così emendata e corretta, che, se non rendesse intera l'autografa smarritasi sventuratamente fin quasi dal

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la morte dell'Alighieri, toccasse almeno quella maggior perfezione a cui giugnere si potesse, e in modo da mettere un ultimo termine alla speranza di emendazioni ulteriori.

Ma questa via non potendosi da noi correre e per mancanza del tempo e de'mezzi a tal uopo necessarj, e più ancora perchè sarebbe stata impresa superiore alle nostre forze, a conseguire nel miglior modo l'intento da noi bramato non ci restò che di scegliere, fra le diverse lezioni, quella che finora meritato avesse i maggiori suffragj de'dotti, e adottandola pel nostro testo, soccorrerla di utili emendazioni, e riprodurla più netta che per noi si potesse dai tipografici errori.

Abbiamo pertanto, senza punto esitare, preferita ad ogni altra la Nidobeatina, così denominata perchè pubblicatasi la prima volta in Milano nel 1478 per cura di Martin Paolo Nidobeato, e come fu già riprodotta dal celebre P. Lombardi. E seguendo questa lezione, coll'aiuto di ottimi codici e delle più accreditate edizioni abbiamo escluse alcune poche lezioni, per sostituirne altre che ci parvero migliori, usando però sempre di que' sommi riguardi, co'quali devesi procedere in simiglianti lavori, e rendendo nelle note per noi aggiunte alle chiose la ragione di ogni nostro benchè minimo mutamento al testo pubblicato da quell'illustre Comentatore.

E in questa parte vorremmo essere stati ancora più ritenuti che per avventura non fummo, contentandoci di esporre nelle sole note il sommesso no

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