Poesie liriche edited ed inedite

Front Cover
D. Morano, 1882 - 327 pages
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 203 - Icaro cadde qui, queste onde il sanno, Che in grembo accolser quelle audaci penne ; Qui finì il corso; e qui il gran caso avvenne, Che darà invidia agli altri , che verranno.
Page 2 - Dedalo il fin rio fa che giù pieghi, anzi via più risorgo: ch'io cadrò morto a terra ben m'accorgo; ma qual vita pareggia il morir mio? La voce del mio cor per l'aria sento: Ove mi porti temerario? china, che raro è senza duol, troppo ardimento. Non temer, rispond'io, l'alta mina, fendi sicur le nubi, e muor contento, se '1 ciel sì illustre morte ne destina.
Page 191 - Giovanna d'Aragona fabricato da tutti i più gentili spiriti e in tutte le lingue principali del mondo...
Page 239 - Non è sterpo né sasso in questi monti, non ramo o fronda verde in queste piagge...
Page 310 - LIBRARY STANFORD, CALIFORNIA 94305-6004 (415) 723-1493 All books moy be recalled after 7 days DATE DUE 200T...
Page c - Questo, d' allor ch' i' m' addormiva in fasce, Venuto è di dì in dì crescendo meco, E temo ch' un sepolcro ambeduo chiuda. Poi che fia l' alma delle membra ignuda , Non può questo desio più venir seco. Ma, se 'l latino e 'l greco Parlan di me dopo la morte, è un vento; Ond' io, perchè pavento Adunar sempre quel ch' un' ora sgombre, Vorre' il vero abbracciar , lassando l
Page 1 - Temo, qualor giù guardo, il vol troppo alto, ond'ei mi grida, e mi promette altero che se dal nobil corso io cado, e pero, l'onor fia eterno, se mortale il salto.
Page lxxiv - La spessa de' rampolli inutil prole, Che fan la madre lor venir men bella: E con le care figliti, e se '1 Ciel vuole, Spero co' figli, a tavola m'assida, La state ai luoghi freschi, il verno al sole; E di mia man fra lor parta e divida L'uve e le poma; e s'io mi desti o corone Con loro io mi trastulli e scherzi, e rida.... Né curi ire a palazzo o stare a' banchi, E dimandar che facciali Turchi o (lai li ; Se annan di nuovo o se ambiduo son stanchi.
Page 203 - S'al ciel volando a guisa di colomba, Per troppo ardir fu esanimato, e spento: Ed or del nome suo tutto rimbomba Un mar sì spazioso, un elemento: Chi ebbe al mondo mai sì larga tomba ? Nel!
Page 64 - Come quercia talora alta ed annosa, Mentre dal ceppo suo ruvida e grande Quinci e quindi superba i rami spande. E drizza al ciel la cima alta e frondosa, Di cui la chioma sì verde ed ombrosa, I rami alteri e le spicate ghiande Improvvisa poi vien che a terra uiande Ira di Dio ch

Bibliographic information